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LOCRI EPIZEPHYRII



Salvatore La Rosa
WWW.LOCRIANTICA.IT Welcome to Magna Graecia ARCHAEOLOGICAL SITE


ROMAN VILLAS IN THE TERRITORY OF ANCIENT LOCRI
     
 

The events which involved Locri Epizephyrii during the III century b.C. (see History) and that caused a substantial economic and demographic downsizing of its urban core, contributed to begin a process of development of settlements spread across the territory.

Settlements that later, during the Roman Imperial period, in terms of economic and residential growth, took the lead over the city itself which, however, retained until the end its primacy in the administrative field.

The core of these new settlements was the Villa; located at the centre of a large landed estate it was composed by a group of buildings completely independent and with various functions. Its traditional structure was made up of a series of rooms dedicated to the accommodations and daily activities of the owner and his guests (pars urbana) and of a section devoted to the agricultural production with the presence of structures such as stables, barns, stores and other workplaces as well as the house of the vilicus (a servant of the owner who superintended over this part of the Villa) and his family (pars rustica).

The archaeological activity and some random discoveries led to the identification of various examples of such settlements in the area; definitely the most important are the Villa at Palazzi di Casignana and the Villa of "Naniglio" in Gioiosa Jonica. Another well-known site is the one of the (supposed) Villa to which belonged the Roman Theatre of Marina di Gioiosa Jonica.

 
 

Among the lesser-known sites, of which remain very few ruins, we mention only the Villas at Ardore (Salìce and Giudeo districts) and the Villa at Bianco (S. Antonio district).

Another important residential complex, however, deserves a separate discussion: the late antique palatium at Quote San Francesco. Located not far from the walls of ancient Locri, the architectural structures of this site show the transition from the classical typology of the Roman Villa to a new one that, due to the changed needs of the society, will be the basic type from which will evolve the manor houses during the medieval age.

The discovery of such sites and the studies carried on by the archaeologists made it possible to see in a new light the Roman age, especially the imperial period, in the area of ancient Locri.

What, in fact, had long been considered an uninteristing period compared to the Greek age, due to the supposed lack of developments, appears today, instead, as a dinamic historical period during which the opulence and the refinement of the Roman aristocracy, who lived in this territory, transpired in the creation of monumental structures that had nothing to envy when compared to similar sites built elsewhere in the Roman Empire.

 

The most important Roman Villas discovered in the territory of ancient Locri

THE MOST IMPORTANT ROMAN VILLAS DISCOVERED IN THE TERRITORY OF ANCIENT LOCRI

 
     
THE VILLA AT PALAZZI DI CASIGNANA
     

I resti della Villa, scoperti nel 1963 a seguito dei lavori per la costruzione di un nuovo acquedotto, sorgono a circa 14km a sud dell'area archeologica dell'antica Locri. La denominazione del sito, che sorge nel territorio del comune di Casignana, deriva dal toponimo moderno della zona in cui tali resti sono stati riportati alla luce; toponimo tipico dei luoghi in cui si conserva memoria di antiche vestigia ormai non più visibili.

Gli approfonditi studi che hanno interessato il sito negli ultimi vent'anni hanno permesso di far risalire il primo nucleo del complesso abitativo alla metà del I sec. d.C.; gli splendidi pavimenti a mosaico che qui sono stati riportati alla luce e che ricoprono, complessivamente, una superficie di oltre 500mq (il più vasto esempio di pavimentazioni musive della Calabria romana fino ad oggi noto) risalgono, invece, al III sec. d.C. (caratterizzati da tessere di grandi dimensioni di colore bianco e verde) ed al IV sec. d.C. (policromi e formati da tessere di piccole dimensioni).

Roman Villa At Palazzi Di Casignana - Room Of The Nereids, Mosaic Floor   Roman Villa At Palazzi Di Casignana - Room Of The Four Seasons, Mosaic Floor

PALAZZI DI CASIGNANA, EASTERN BATHS - FRIGIDARIUM
ROOM OF THE NEREIDS, MOSAIC FLOOR

 

PALAZZI DI CASIGNANA, RESIDENTIAL AREA
ROOM OF THE FOUR SEASONS, MOSAIC FLOOR

L'intera Villa, della quale sino ad oggi sono stati esplorati oltre 50 ambienti, si sviluppa intorno ad un grande cortile porticato (40m x 24m), posto al centro della struttura, dal quale si accede alle varie zone del complesso; il lato est introduce al nucleo residenziale vero e proprio, con le sue strutture monumentali che sorgono a ridosso della costa (ed il cui studio è reso difficile dalla presenza della S.S. 106 che lo attraversa e lo separa dal resto delle strutture della Villa), il lato sud conduce ad una serie di ambienti di servizio, il lato nord (in parte occupato da una struttura moderna) non è stato ancora completamente esplorato mentre il lato ovest è occupato dall'impianto termale della Villa.

Quest'ultimo, suddiviso in due settori con funzioni identiche (denominati dagli archeologi rispettivamente Terme Occidentali e Terme Orientali) presenta, in entrambi i settori, tutti gli ambienti tipici delle terme romane: frigidarium, tepidarium e calidarium oltre ad altri ambienti con funzioni ancor più peculiari quali il laconicum (una sorta di sauna). Particolarmente interessante il sistema attraverso il quale le terme (ed alcuni ambienti ad esse adiacenti) venivano riscaldate e che, dai praefurnia (i forni sotterranei utilizzati per riscaldare gli ambienti tiepidi e caldi), agli ipocausti con suspensurae (gli spazi cavi realizzati per consentire il passaggio dell'aria calda nei quali venivano inseriti piccoli pilastri composti da mattoni sovrapposti a sezione quadrata o circolare su cui erano realizzate le pavimentazioni degli ambienti termali), ai tubuli (i condotti in laterizio a sezione quadrata o rettangolare che permettevano il passaggio dell'aria calda anche nelle pareti), è ancora oggi chiaramente identificabile ed apprezzabile in tutte le sue singole parti.

Roman Villa At Palazzi Di Casignana - Calidarium, Mosaic Floor   Roman Villa At Palazzi Di Casignana - Calidarium, Semicircular Tub

PALAZZI DI CASIGNANA, WESTERN BATHS - CALIDARIUM
MOSAIC FLOOR WITH GEOMETRIC MOTIFS

 

PALAZZI DI CASIGNANA, EASTERN BATHS - CALIDARIUM
SEMICIRCULAR TUB

La Villa, che per la ricchezza, la qualità e lo stato di conservazione delle strutture che sono state riportate finora alla luce rappresenta uno tra i complessi archeologici di età romana più importanti dell'Italia meridionale, raggiunse il massimo splendore e la massima espansione agli inizi del IV sec. d.C., costituendo un piccolo insediamento di circa 5000 mq; dimensioni tali da essere ipotizzabile una sua funzione di statio (che alcuni studiosi identificano con l'Altanum tramandata nell'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti) lungo la strada che si sviluppava lungo la costa jonica del Brutium. Il suo abbandono e la cessazione di quelle che furono le sue funzioni risale invece alla prima metà del V sec. d.C., mentre una frequentazione ed un riutilizzo dei suoi ambienti è attestabile fino al VII sec. d.C.

     
THE VILLA OF NANIGLIO
     
 

Collocata sugli ultimi lembi delle colline che digradano verso la costa, in una posizione decisamente panoramica (affacciata sulla vallata del fiume Torbido ed a pochi chilometri dal mare), l'area archeologica della Villa del Naniglio sorge nel territorio del comune di Gioiosa Jonica, in località Annunziata, a circa 15km a nord del sito archeologico dell'antica Locri.

L'esplorazione dell'area e lo studio delle strutture riportate alla luce fino ad oggi collocano la costruzione del primo nucleo del complesso residenziale tra la fine del I sec. d.C. e gli inizi del II sec. d.C.; l'area continuò poi ad essere ampliata fino al IV-V sec. d.C. prima di essere colpita da un evento naturale (probabilmente un'alluvione) che ne causò il completo abbandono. E' comunque ipotizzabile, grazie ad alcuni rinvenimenti di materiale ceramico databile tra il VI sec. d.C. ed il IX sec. d.C., una frequentazione di almeno alcuni dei suoi ambienti anche nei secoli immediatamente successivi al suo iniziale abbandono.

Tra le strutture meglio conservate dell'area archeologica (e, di sicuro, tra i più suggestivi luoghi dell'archeologia calabrese) si colloca la sala ipogea detta "Naniglio" (da cui deriva la denominazione moderna della Villa). Risalente al II-III sec. d.C., si tratta di un grande ambiente sotterraneo, conservatosi nella sua interezza, di forma rettangolare (10m x 17m) diviso in tre navate dagli otto pilastri sui quali è impostato il sistema di volte a crociera in opus caementicium che ricopre l'intera sala. Il termine Naniglio, probabilmente di origine medievale, deriva dal greco bizantino anelios (senza sole) e si adatta perfettamente alla struttura, la cui funzione principale si ritiene fosse quella di cisterna per la raccolta delle acque.

Roman Villa Of Naniglio - Current Entrance To Naniglio   Roman Villa Of Naniglio - The Inside Of Naniglio

NANIGLIO - THE CURRENT ENTRANCE THROUGH THE ADJOINING STRUCTURE

 

NANIGLIO - THE INSIDE

La struttura del Naniglio è completata da un avancorpo, edificato in una fase successiva su uno dei lati brevi della sala ipogea, che funge oggigiorno anche da accesso alla sala stessa non essendo più praticabile (ma, comunque, ancora visibile) l'originaria scala a chiocciola che consentiva l'accesso dall'alto alla cisterna. Tale avancorpo è costituito da due piccoli vani coperti da volte a botte. Di particolare interesse, nel vano est, la presenza di un'edicola votiva e di un altare con tracce di decorazioni; particolari, questi, che permettono di ipotizzare la funzione di ninfeo di tale ambiente.

Roman Villa Of Naniglio - Naniglio Adjoining Structure, Western Room   Roman Villa Of Naniglio - Naniglio Adjoining Structure, Eastern Room

NANIGLIO - ADJOINING STRUCTURE, WESTERN ROOM

 

NANIGLIO - ADJOINING STRUCTURE, EASTERN ROOM

Ad est del Naniglio, la cui struttura si colloca in posizione centrale rispetto all'intera area archeologica, sono stati riportati alla luce i resti di quelli che furono gli ambienti termali della Villa; mentre sul lato ovest sono ancora oggi apprezzabili vari ambienti appartenenti all'area residenziale del complesso, tra i quali alcuni con pavimentazione musiva (realizzata tra la seconda metà del II sec. d.C. e gli inizi del III sec. d.C.) a motivi prevalentemente geometrici.

Roman Villa Of Naniglio - Residential Area, Rooms   Roman Villa Of Naniglio - Residential Area, Mosaic Floor

VILLA OF NANIGLIO, RESIDENTIAL AREA - ROOMS

 

VILLA OF NANIGLIO, RESIDENTIAL AREA - MOSAIC FLOOR

La maggior parte dell'area archeologica della Villa del Naniglio rimane ancora da esplorare e quanto riportato finora alla luce, con le campagne di scavo degli anni ottanta e del 2010-2011, lascia facilmente immaginare le ricchezze di questo complesso monumentale che ancora si celano nel sottosuolo.

 
     
THE ROMAN THEATRE OF MARINA DI GIOIOSA JONICA
     
 

Il teatro romano di Marina di Gioiosa Jonica si trova a circa 12km a nord del parco archeologico dell'antica Locri. Collocato nel tessuto urbano dell'abitato moderno della cittadina jonica esso risale al III-IV sec. d.C. e, con molta probabilità, apparteneva ad una Villa o ad una statio (Subsicivo?) sviluppatasi in età imperiale in quell'area.

Dell'edificio, ancora oggi utilizzato per manifestazioni di vario genere, sono chiaramente identificabili le tipiche strutture del teatro quali la cavea, l'orchestra e l'impianto scenico. La cavea, in particolare, costruita non più come in epoca greca su un pendio naturale ma su un terreno pianeggiante, è costituita da una serie di muretti concentrici che, in antichità, dovevano essere rivestiti in lastre di pietra sulle quali trovavano posto gli spettatori. Sulla base dei calcoli effettuati dagli studiosi, che ritengono che in passato la cavea fosse composta da una serie di venti muretti concentrici, la capienza massima del teatro poteva raggiungere le 1200 persone.

Roman Theatre - Cavea and, in the foreground, the Stage   Tower Of Cavallaro (XVI century A.D.)

MARINA DI GIOIOSA JONICA - ROMAN THEATRE

 

MARINA DI GIOIOSA JONICA - TOWER OF CAVALLARO (XVI CENTURY A.D.)

Di fronte al teatro, oltrepassata la linea ferroviaria, si trova una torre di avvistamento del XVI secolo (Torre del Cavallaro) nei dintorni della quale, negli anni venti del secolo scorso, vennero condotti alcuni saggi di scavo che portarono alla scoperta di vari ambienti identificati come appartenenti ad un edficio termale di età imperiale. Tali strutture, oggi non più visibili in quanto nuovamente interrate subito dopo lo scavo, avvalorano l'ipotesi della presenza nell'area di una villa (o di una statio) e fanno presumere l'esistenza nella zona di ulteriori strutture di epoca romana.

 
     
THE LATE ANTIQUE PALATIUM AT QUOTE SAN FRANCESCO
     
 

Poco al di fuori della cinta muraria dell'antica Locri, in località Quote San Francesco del comune di Portigliola, sorgono i resti di un complesso di edifici il cui nucleo originario si può far risalire alla seconda metà del V secolo d.C.

Si tratta di una particolare tipologia abitativa che riprende i canoni classici della Villa romana la quale, completamente autonoma e posta al centro di un'ampia porzione di terreno, svolge le funzioni di luogo di residenza del proprietario e, al tempo stesso, di centro di produzione e gestione delle attività agricole del territorio che la circonda. Ma, rispetto alla Villa classica, le strutture di Quote San Francesco presentano una peculiarità tipica degli edifici padronali di epoca medievale: la compattezza e la chiusura verso il mondo esterno. L'esatto opposto, quindi, della Villa romana che con i suoi ambienti porticati si apriva sul territorio che la circondava e con esso si integrava.

Tale fondamentale differenza è dettata dal particolare periodo storico durante il quale l'area di Quote San Francesco si sviluppa; un periodo di transizione, derivante dal definitivo collasso dell'Impero Romano d'Occidente, in cui diventa indispensabile considerare l'aspetto difensivo durante la realizzazione degli ambienti destinati ad ospitare il dominus e la sua famiglia.

Oggigiorno il Palatium, di cui si sono conservate strutture murarie che raggiungono i 4 metri di altezza, si presenta come un complesso abitativo nel quale possono essere identificati due nuclei principali: quello residenziale, che in origine doveva svilupparsi su due livelli, e quello termale.

Dagli studi effettuati e dai reperti fino ad oggi riportati alla luce è stato possibile determinare che l'area di Quote San Francesco continuò a svilupparsi e ad essere abitata fino al VII-VIII sec. d.C., periodo che coincide con il definitivo abbandono della costa da parte degli ultimi abitanti del territorio dell'antica Locri causato dal diffondersi della malaria e dall'incremento delle incursioni arabe. Tuttavia l'area archeologica, ancora oggi, può dirsi solo parzialmente esplorata e unicamente con nuove campagne di scavo si potranno ottenere ulteriori informazioni, fondamentali per meglio comprendere le vicende che hanno interessato questo singolare (quanto unico, per il panorama tardoantico calabrese) complesso residenziale.

 
 
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