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LOCRI EPIZEFIRI



Salvatore La Rosa
WWW.LOCRIANTICA.IT Benvenuti in Magna Grecia STORIA

 
PARTE SECONDA - LA COLONIZZAZIONE E IL PERIODO GRECO

CAPITOLO IV
IL V SECOLO -
L'ALLEANZA CON SIRACUSA E SPARTA E GLI SCONTRI CON ATENE E REGGIO


Agli inizi del V secolo gli equilibri tra le colonie della Magna Grecia mutarono nuovamente. Crotone, infatti, dopo aver distrutto Sibari (nel 510 a.C.) riacquistò il controllo di gran parte del territorio che le era stato sottratto dopo la sconfitta della Sagra e, addirittura, lo ampliò.

Tutto questo danneggiò soprattutto Locri Epizefiri la quale, dopo aver vissuto quello che fu uno dei periodi più floridi di tutta la sua storia dopo la vittoria contro Crotone, si trovava ora a dover affrontare una difficilissima situazione che la vedeva, giorno dopo giorno, perdere il controllo di zone sempre più ampie di quello che fu il vasto territorio da essa controllata.

Infatti, in questi anni, sembra che Locri perse il controllo diretto di tutte le sue sub-colonie e delle città che aveva integrato sotto la sua influenza dopo la vittoria della Sagra, compresa la vicina Kaulon, la quale ricadde nuovamente sotto il controllo di Crotone.

Nonostante questo, però, durante il V secolo Crotone non costituì mai una vera minaccia per Locri Epizefiri.

La vera minaccia per Locri venne da Reggio la quale, una volta capito che Crotone pur rappresentando sempre una minaccia per il proprio territorio non sembrava al momento interessata a muovere guerra verso sud, pose gli occhi su Locri, in questo momento in difficoltà, per liberarsi finalmente dal giogo geografico che Locri stessa le aveva imposto impedendole di espandersi visti i confini ravvicinati tra le due città.

Nel 477 a.C. l'esercito reggino guidato da Leofrone, figlio di Anassilao, signore di Reggio, si preparava ad attaccare in forze Locri Epizefiri. Lo scontro venne, però, evitato grazie ad un deciso intervento diplomatico di Gerone, tiranno di Siracusa (al quale i Locresi avevano chiesto aiuto), che riuscì a dissuadere Anassilao dai suoi intenti.

Da questo momento, i rapporti tra Locri e Siracusa divennero sempre più stretti, dando vita ad un'alleanza che avrà un peso rilevante per la storia della Magna Grecia.

LA GUERRA DEL PELOPONNESO
E LE SUE CONSEGUENZE IN OCCIDENTE

Nella seconda metà del V sec., la grande guerra tra Atene e Sparta (la guerra del Peloponneso) ebbe, inevitabilmente, le sue ripercussioni anche nel mondo greco d'occidente, soprattutto a causa della politica ateniese, improntata, in quel periodo, a cercare di estendere la propria influenza (e quindi il proprio controllo) sulle colonie greche in Italia ed in Sicilia. Controllo che cercò di esercitare anche mediante la fondazione di città (come Thurii), la colonizzazione di Neapolis ed alcuni trattati, come quelli con Reggio, Leontini ed altre città. Situazioni, queste, che indubbiamente presagivano ad un impegno militare ateniese in queste terre molto più ampio di quanto si potesse allora immaginare.

Il pretesto per l'invio della propria flotta in Occidente venne offerto ad Atene dalla richiesta di aiuto di Leontini nello scontro con Siracusa (siamo nel 427 a.C.). Subito Reggio si schierò al fianco di Atene, diventandone la base per le operazioni navali in Occidente; mentre, naturalmente, Locri insieme alle altre città fedeli alla lega di Sparta, scese in campo al fianco dell'alleato siracusano.

Questa prima fase delle operazioni militari ateniesi in Occidente si concluse nel 426 a.C. con una sconfitta presso Locri che costrinse l'esercito e la flotta ateniese ad una temporanea ritirata.

L'anno seguente Locri e Siracusa, convinte del fatto che il controllo dello stretto fosse di fondamentale importanza strategica per le sorti della guerra, decisero un attacco comune via mare contro Messene (l'antica Zancle, alla quale Anassilao di Reggio, una volta assuntone il controllo, aveva imposto il nome della sua città d'origine) e la occuparono; nel contempo, mentre la flotta era impegnata a Messane, l'esercito Locrese attaccò in forze il territorio reggino per evitare che Reggio potesse intervenire in soccorso di Messene e, dopo averlo devastato, si ritirò.

Seguì un periodo di scontri continui, sia per mare che per terra, tra gli eserciti Siracusani e Locresi contro i loro nemici Ateniesi e Reggini, in cui si ebbero alterne vicende e che si conclusero intorno al 422 a.C.

Dopo un breve periodo di tranquillità, nel 416 a.C. Atene tentò nuovamente di partire alla conquista della Sicilia e, per far questo, spostò da Corcira a Reggio una flotta di 136 navi da guerra con a bordo un esercito di circa 6500 uomini; nell'inverno del 415 a.C., avendo la flotta ateniese ricevuto ulteriori rinforzi, tutto era pronto per lo scontro che si ebbe ben presto e che, in un primo tempo, fu favorevole agli ateniesi. Nel 414 a.C., infatti, l'esercito e la flotta ateniese assediarono Siracusa.

L'assedio si protrasse a lungo ma, grazie all'intervento dei suoi alleati, e di una flotta spartana in particolare, Siracusa non venne mai espugnata ed anzi, l'anno seguente, nel 413 a.C., la flotta di Siracusa e dei suoi alleati inferse una dura sconfitta a quella ateniese; sconfitta che l'esercito ateniese subì, nei giorni successivi, anche sulla terraferma. L'assedio era stato ormai spezzato e la flotta ateniese era in grave difficoltà tanto che subì un'ulteriore pesante sconfitta, questa volta definitiva e che costrinse gli ateniesi dapprima alla ritirata e, in seguito, alla resa definitiva.

CONSEGUENZE

La guerra era ormai finita e le conseguenze principali che essa ebbe per Locri Epizefiri furono l'aver, almeno per il momento, respinto il pericolo che ad essa veniva da Reggio e, soprattutto, l'aver stabilito un rapporto strettissimo con Siracusa; rapporto che verrà ancor di più rinforzato agli inizi del IV sec. a.C. con il matrimonio tra Dionisio I, tiranno di Siracusa, e la figlia di una illustre famiglia dell'aristocrazia Locrese.

 
     

 

 
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